Costume e Società

Ziliani, Berlucchi – Firmato Doctor Wine | Pubblicato in DoctorWine N° 86

Ziliani, Berlucchi – Firmato Doctor Wine | Pubblicato in DoctorWine N° 86

Conosco Paolo Ziliani da almeno vent’anni. E’ più giovane di me, ma apparteniamo alla stessa “covata” di persone che hanno avuto un ruolo nel mondo del vino italiano a partire dagli anni Ottanta. Conosco anche sua sorella Cristina e suo fratello Arturo, e soprattutto suo padre Franco, che ha creato il marchio Guido Berlucchi e lo ha fatto conoscere in tutta Italia e in buona parte del mondo. Ma Franco è uno dei padri della patria, di un’altra generazione. Paolo, invece, è un amico con il quale parlare e confrontarsi da pari a pari. Devo dire che la simpatia e l’intraprendenza sono le sue doti fondamentali e negli ultimi dieci anni è principalmente a lui che si deve il cambio di marcia che la Berlucchi ha avuto. Uno scatto alla Pantani, che l’ha portata ad essere, da griffe nazional popolare, affidabile, ma poco “elitaria”, ad una delle punte qualitative della spumantistica italiana.
Il progresso tecnico che la produzione ha riscontrato è quasi magico. La ricetta è stata puntare decisamente sulla Docg Franciacorta, della quale furono tra i pionieri, ma che poi venne abbandonata a favore di una politica di brand aziendale. Poi iniziare a produrre anche prodotti di alta qualità. Oggi i Palazzo Lana Extreme e Satèn, il Cellarius, soprattutto Rosé, e la Cuvée Imperiale, tutti Franciacorta Docg, sono dei veri capolavori per territorialità e tecnica realizzativa, che per vini “vivaci” è fondamentale.
Ricordo i dubbi iniziali che Paolo aveva, se non fosse un azzardo puntare anche su una denominazione, oltre che sulla griffe aziendale. Ricordo le discussioni, anche aspre, in famiglia. Ma poi la decisione fu presa, da tutti, e il successo della Berlucchi è ormai evidentissimo, tanto che l’azienda è ormai accettata anche dagli altri produttori di Franciacorta come una delle grandi realtà del territorio, cosa per nulla scontata alcuni anni fa, dove il “salotto buono” le era di fatto precluso.
Allora, anche perché è Natale e bisogna brindare, almeno uno di quei brindisi lo farò con un Franciacorta del mio amico Paolo, perché è buono e anche perché sono orgoglioso del lavoro che ha fatto, e merita che lo sottolinei anche con un gesto concreto.
 

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